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Project
ao winery
La Cantina AO non si nasconde, ma emerge come un’estensione tettonica della collina. Tre monoliti in cemento affiorano dal terreno, definendo un’architettura potente e scultorea. Non semplici volumi ipogei, ma "occhi" puntati sul paesaggio che trasformano la montagna in spazio abitabile, fondendo la natura con la forza artificiale della struttura.
Tettonica Emergente
Il progetto sfida il concetto di mimetismo assoluto. Pur incassandosi nel declivio, i tre volumi rivendicano la loro presenza con forza scultorea. Non sono corpi estranei appoggiati sull'erba, ma pietre artificiali che sembrano spinti fuori dalla profondità geologica.
Il cemento a vista disegna tre grandi portali che emergono dal terreno, creando un contrasto materico deliberato con il vigneto. È un'architettura di impatto che si pone come una nuova stratificazione orografica, un segno deciso che marca l'ingresso nel ventre della collina.
Sguardo Monolitico
I tre fronti monolitici funzionano come dispositivi ottici. Se il corpo è protetto dalla terra per garantire la stabilità termica necessaria al vino, la "testa" degli edifici si apre verso la valle con decisione. Queste grandi aperture inquadrano il paesaggio e catturano la luce, portandola negli spazi di lavoro sotterranei. L'architettura diventa un tramite tra il buio della cantina e la luce del vigneto, un'opera infrastrutturale che possiede la gravità solenne e la durevolezza delle formazioni rocciose naturali.















