House
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Realized
BIPI house
In un contesto urbano ordinario, questa casa nasce da un vincolo severo: demolire e ricostruire senza alterare il volume esistente. Da questo limite nasce un progetto radicale e silenzioso, che trasforma un perimetro dato in un gesto puro e quasi metafisico. Il volume viene reso astratto, compatto, essenziale. E proprio dove l’edificio originario si piegava, arretrava, si deformava, il nuovo progetto incide tagli netti di luce: fessure profonde che separano e allo stesso tempo mettono in relazione corpi apparentemente monolitici. La casa appare come una somma di blocchi autonomi che si sfiorano, solidi e primitivi dall’esterno, luminosi e inattesi all’interno.
il Vincolo che Diventa Forma
Il vincolo volumetrico non viene subìto, ma trasformato in opportunità narrativa e spaziale. L’archetipo della casa a due falde viene reso essenziale, quasi astratto, come un segno puro sospeso nel tempo. Poi, dentro questa purezza, il progetto sceglie di lavorare per incisione: nei punti in cui la vecchia costruzione arretrava o cambiava geometria, nascono fenditure verticali che scaldano il volume e lo articolano. Queste fratture luminose definiscono la misura degli spazi, mettono in tensione i diversi corpi edilizi e costruiscono una percezione sfalsata e dinamica del prospetto. L’edificio diventa così un’architettura fatta di pieni e interruzioni, di materia e di respiro, dove l’essenzialità formale convive con una complessità percettiva sottile e raffinata.
Un Interno Abitato dalla Luce
Se all’esterno la casa si presenta compatta, quasi introversa, all’interno i tagli di luce costruiscono atmosfera, profondità, vita quotidiana. Le fenditure verticali portano luce diffusa e mutevole, accompagnano i percorsi, definiscono le soglie, dilatano gli spazi di relazione. La luce non entra semplicemente: scava, modella, attraversa. Gli ambienti prendono carattere proprio grazie a questi vuoti, che diventano dispositivi emotivi prima ancora che funzionali: luoghi intermedi dove l’interno percepisce il cielo, dove il tempo si misura attraverso le ombre, dove la casa smette di essere solo un volume ricostruito e diventa esperienza.
















