House
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In Progress
gieffe house
La casa nasce come un frammento archetipico immerso nel paesaggio collinare. Il progetto rilegge il tema della rovina non come memoria formale, ma come principio spaziale: una sequenza di elementi verticali, un vuoto centrale, un portico che costruisce soglie e tempi dell’abitare. L’architettura non cerca monumentalità, ma misura e permanenza, restituendo un luogo essenziale, silenzioso e profondamente radicato nel territorio.
Abitare la Rovina
Il progetto assume la rovina come dispositivo spaziale: una sequenza di elementi verticali genera un portico continuo e un impluvium centrale attorno a cui si organizza l’abitare. Il ritmo irregolare delle colonne costruisce soglie, ombre e profondità, trasformando il camminare in esperienza architettonica. Il vuoto centrale diventa un luogo di raccoglimento e di misura, capace di mettere in relazione cielo, paesaggio e spazio domestico. La casa non si presenta come oggetto concluso, ma come struttura aperta al tempo, dove materia, luce e vuoto definiscono un equilibrio stabile e necessario.
Impluvium
L’impianto planimetrico è organizzato attorno a un vuoto centrale che struttura la distribuzione degli ambienti e il sistema degli affacci. Un portico perimetrale scandito da elementi verticali in laterizio media il rapporto tra interno ed esterno, garantendo controllo climatico, ombreggiamento e spessore percettivo. Le aperture arretrate rafforzano la continuità materica e la lettura dell’edificio come organismo unitario. La sequenza degli spazi costruisce un’architettura essenziale e durabile, in cui struttura, luce e paesaggio concorrono a un’identità coerente.











